By Redazione 30 Ottobre 2020 In Comunicato Stampa, Industrie culturali e creative

L’inadeguatezza nei ruoli istituzionali non si può più tollerare

La vicenda di cui ha fatto menzione il quotidiano “La Nuova del Sud” nelle scorse ore ha visto protagonisti alcuni professionisti delle imprese culturali e dello spettacolo lucane e l’Assessore alle Attività produttive della Regione Basilicata il quale, oltre a non contenere l’ira, ha anche denigrato il comparto culturale e del cinema andando oltre qualsiasi scenario immaginifico. 

Non ci sentiamo di sminuire nessun aspetto di quanto accaduto, poiché ad oggi questo è solo l’apice di una serie di dimostrazioni di inadeguatezza al ruolo istituzionale che stanno dimostrando alcuni esponenti della giunta regionale, che non sono più tollerabili.

Oltre alla gravità del comportamento assunto dall’Assessore Cupparo nei confronti di colleghi e colleghe che si sono presentanti a colloquio 2 giorni fa in Regione, ci preme segnalare che il pregiudizio nei confronti dei settori culturali e creativi lucani da parte dello stesso Assessore fa molto male ai nostri territori. Ma sopratutto fa male alle quasi 4000 imprese della filiera, che contano oltre 16 000 addetti (senza contare le collaborazioni occasionali) e generano in totale quasi 1 miliardo di fatturato annuo, per non parlare dei settori positivamente influenzati dalle imprese culturali e creative come ad esempio il turismo o il manifatturiero.

L’atteggiamento pregiudiziale dell’Assessore sta provocando inoltre notevoli freni alle strategie di sviluppo di uno dei comparti regionali più strategici per il nostro ecosistema territoriale.

Basti ricordare i ritardi accumulati nell’approvazione dei finanziamenti ai progetti innovativi della filiera culturale e turistica lucana, non da meno i bandi relativi alla Smart Specialization Strategy, che hanno pure rischiato di essere tagliati e rinviati alla futura programmazione.

Chi poteva immaginarsi che dopo aver assunto al ruolo di Capitale Europea della Cultura, dopo aver supportato la candidatura di Venosa a Capitale culturale italiana, si scendesse così in basso!

È ovvio che si debbano prendere provvedimenti immediati in tal senso, non solo facendo passaggi di deleghe. Purtroppo non è la prima occasione in cui si palesa l’inadeguatezza di alcuni rappresentanti politici lucani e temiamo che non sarà l’ultima. Ci dispiace che il lavoro qualificato di molti funzionari e di altri rappresentanti politici che operano in Regione Basilicata, venga poi macchiato da tali comportamenti e atteggiamenti poco consoni che non si addicono a rappresentanti delle istituzioni.

Esprimiamo la vicinanza del Cluster Basilicata Creativa alla collega Vania Cauzillo, referente nel nostro Comitato Tecnico Scientifico per i settori delle performing Arts e dello Spettacolo

I settori delle arti performative e dello Spettacolo, a dispetto dell’arrogante pensiero dell’Assessore, raggruppano quasi 100 aziende in Basilicata, senza contare le organizzazioni di Terzo Settore che pur generano occupazione su tutto il territorio regionale, le cui professionalità sono per lo più laureate e altamente specializzate.

Infine è forte e unanime la denuncia sul comportamento inadeguato di un rappresentante istituzionale, che ritiene di poter esercitare il suo mandato attraverso una gestione maschilista, prepotente, pregiudiziale, non incline all’ascolto e assolutamente non politically correct. 

Le Linee Guida del PNRRR (Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza – Next Generation EU) ci dicono:  “Una attenzione particolare va riservata alla promozione dell’industria culturale e del turismo, vero asset strategico dell’Italia“, per non parlare degli investimenti a cui si sta preparando l’UE per supportare i territori in materia di digitalizzazione, innovazione  e resilienza applicata a tutti i settori. L’innovazione nel XXI secolo, come sapete, non si traduce solo in acquisto di macchinari o di strumentazioni tecnologiche, ma passa attraverso processi culturali e creativi prima ancora che economici. 

Siamo dunque unanimi nel nostro appello: non si può più tollerare, in un momento storico delicato come quello che stiamo vivendo, un approccio alla politica sordo, schivo, arrogante e con visioni inadeguate e anacronistiche in totale opposizione a quanto sta accadendo in Italia e in Europa. 

Il Direttivo del Cluster Basilicata Creativa

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