By Redazione 5 Giugno 2020 In Industrie culturali e creative, innovazione a colazione, Magazine, Turismo

Le vacanze post covid per ripartire

Intervista a Roberta Milano, travel & tourism digital strategist, per #innovazioneacolazione

Nel post covid le vacanze cambieranno, ma il territorio italiano è pronto per ripartire! Questo il pensiero di Roberta Milano, consulente e docente universitaria all’Università Cattolica di Milano, Direttore scientifico Italia di BTO Buy Tourism Online, intervistata da Michele Cignarale per #Innovazioneacolazione (qui i prossimi appuntamenti)!

Il Covid è stato una tragedia, sia dal punto di vista psicologico che economico. In questo momento in cui l’economia sta soffrendo e abbiamo per necessità consumato le ferie, le richieste del turismo sono cambiate.

La vacanza vecchio stile non è pensabile per questa estate, negli alberghi aumentano le richieste per week-end lunghi. Dobbiamo guardare a soluzioni di “resilienza”, non c’è un metodo, ma infinite possibilità.

La strategia della nuova Zelanda, che sta pensando di rilanciare il turismo interno accorciando la settimana lavorativa e restiturendo tempo alle persone, mi sembra intelligente, ma ovviamente va contestualizzata; una presa di posizione così netta andrebbe comunicata meglio, dato che bisogna far ripartire l’economia prima del turismo!

Vacanze nei “territori covid free”?

Il territorio covid free è solo un brand commerciale: nel turismo balneare sarà determinante la presenza di grandi spazi per la ripresa. Più difficile sarà la ripartenza delle città turistiche e del turismo business. Però l’Italia col suo patrimonio diffuso e sedimentato è perfetta per affrontare questo periodo.

Il territorio italiano è pronto ad accogliere i turisti in maniera diffusa , ma bisogna costruire dei pacchetti che portino i flussi dalle top destination ai borghi minori, perchè il pernottamento è garantito principalmente nelle zone del turismo storico. Su questo bisogna lavorare, perchè il territorio è pronto, ma non ancora l’offerta integrata.

Ci sono dei prodotti covid free. Il vino è covid free, contiene alcool, non può veicolare il virus, eppure nell’esportazione dei vini all’estero ne hanno chiesto la sanificazione! Bisogna invece garantire la sicurezza nei percosi turistici: la visita in cantina, per rimanere nel turismo enogastronomico, deve convivere col rischio contagio e quindi modificarsi in funzione delle nuove norme, così come dobbiamo abituarci al distanziamento sociale al ristorante.

Il digitale aiuta il turismo o il turismo aiuta il digitale?

Le competenze digitali nel turismo sono necessarie e sono uno strumento e non un fine. In questo momento ci giochiamo il recupero in funzione della velocità di ripartenza. Chi era già abitutao a prendere decisioni strategiche a partire dai dati, come il Portogallo che aveva già investito su un portale che potesse offrire dati per approcciarsi in maniera strategica alle decisioni turistiche, ripartirà più velocemente.

In Italia siamo abbastanza indietro rispetto alla raccolta dei dati sul turismo; Booking o Air bnb hanno i dati delle ricerche e prenotazioni degli utenti che permettono di capire come sia andato il mercato e come si sta riavviando, mentre i singoli albergatori hanno una visione limitata ai dati delle richieste pervenute nelle loro strutture. Il Covid ha accelerato il ricorso al digitale, ma va perfezionato il processo di analisi di questi dati per elaborare strategie turistiche e comprendere la ripresa del settore.

Pensiamo alle opportunità di un menù digitale per i ristoranti. Oltre ad essere covid free, permetterebbe di profilare i gusti dei clienti e aprirebbe grandi spazi di narrazione!

Innovazione, digitale, territori, enogastronomia, borghi diffusi… dove la mettiamo la T del turismo?

In relazione al recente spostamento del turismo dal Ministero dei beni culturali a quello delle politiche agricole, per poi essere di nuovo riportato ai beni culturali, Roberta Milano invita a non credere a chi propone di creare “Il Ministero del turismo”. In Italia è impossibile per ora, sarebbe fattibile solo con la riforma del Titolo V della Costituzione. Ma che il Turismo sia ai beni culturali (MibacT) , alle politiche agricole o meglio ancora all’innovazione digitale (come in Spagna), o con un certo margine di libertà, sotto la Presidenza del Consiglio, secondo Roberta Milano l‘importante è mantenere la stabilità e dare continuità alle strategie!

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